TRAVEL LIFESTYLE

Viaggio introspettivo alla ricerca del “deserto” perfetto

deserto arido

Ti avviso che questo post sarà diverso dai soliti, una sorta di “pippone” introspettivo post giornata pesante.

Se hai già letto la pagina dove racconto chi sono ti sarà più facile comprendere quello che sto per raccontarti

Da tanto tempo affiora nella mia testa un turbinio di pensieri e di riflessioni.

E’ il timing perfetto però per esplorarsi e cercare di capire il perché facciamo quel che facciamo.

Spesso le nostre giornate si concludono accendendo la televisione (o il laptop) e lasciando andare i fili ingarbugliati di una matassa che probabilmente è al di fuori dei limiti stringenti della nostra condizione di essere umani.

In soldoni, penso seriamente che morirò sentendo ancora il desiderio di conoscermi di più… magari avrò mosso qualche passo in avanti, in profondità o magari sarà l’illusione di girare in tondo… chi lo sa.

Perché cercare il “deserto”?

La mia risposta è semplice … Col tempo ho sviluppato un basso livello di sopportazione alle persone.

Non mi riferisco all’individuo in sé (che può essere una piccola meraviglia), ma alle folle e alle relative interazioni sociali.

La medicina è quindi un piccola ma totale astrazione… individuare un’isola silenziosa in cui naufragare con pochi ricordi intimi.

montagne e laghi

… La solitudine fa bene!

In un mondo dove gli estroversi sono osannati e gli influencers venerati il mio personalissimo lusso è un po’ di sana introversione.

Quando cammino e guardo i miei piedi inseguirsi nei passi ascolto quel ronzio distorto di idee che frullano nella mia testa.

Sono ricordi, ragionamenti, trip mentali, domande senza risposta, risposte senza domanda, storie, ricordi fusi con fantasie e fantasie sposate a ricordi che se ne stanno lì buoni buoni  a farmi compagnia, mentre il mio sguardo si sfuoca sui passanti anonimi e le mani si scaldano attorno a una tazza di the.

Esternare questo mio mondo a qualcun’altro mi sembra un po’ irrispettoso…forse perché non ho il bagaglio lessicale sempre adatto per veicolare il “carrozzone” di emozioni che arranca fra testa e cuore.

Cado allora in quei silenzi imbarazzanti in cui si avverte l’impulso, o quasi il dovere, di riempirli con qualsiasi banalità pur di occupare spazio.

L’ansia di apparire strana allora mi bisbiglia qualcosa all’orecchio e cerco di dissimulare giocandomi la carta dell’ascolto.

Ecco meglio ascoltare… magari si può sempre imparare qualcosa … E di per sé sarebbe anche un momento interessante. Perché ascoltare ti impedisce di parlare quindi ti preserva dall’idiozia, che c’è un po’ in tutti noi.

Ma qui diventa difficile: il rischio di sorbirsi un’ eruzione di cavolate è dietro l’angolo e ci dev’essere la forza che muove l’universo, ovvero l’interesse.

Poi bisogna tener presente che una piacevole conversazione si può fare con un numero limitato di persone, magari una alla volta.

Si perchè man mano che il numero di componenti del gruppo aumenta, la banalità e il qualunquismo si imbucano alla festa in un batter d’occhio…

Insomma, per dirla tutta le interazioni o le si sanno fare o lasciamole perdere….

Ecco perché almeno nel viaggio, potendo scegliere, seleziono mete in cui la natura è tanta e l’umanità è poca e posso far respirare il mio spirito senza interruzioni o giustificazioni.

parco naturale

Com’è il “deserto” perfetto?

Risposta assolutamente soggettiva. Come si dice? De gustibus non disputandum est.

Per me la definizione di deserto è la seguente: quel luogo in cui lo spazio esplode al di là dei tuoi sensi e della tua ragione. 

Ti sarà capitato di trovarti in un momento in cui contemplavi un panorama o uno scorcio in cui ti sei sentito contemporaneamente infinito e insignificante. In grado di avvertire la supremazia devastante della natura ma tuttavia, come essere umano, senza essere in grado di poterla cogliere perfettamente.

Questo forse è il senso della ricerca umana.

Quindi il deserto è il modo in cui il mondo mi ricorda che sono piccola, limitata e non particolarmente significante.

Dov’è il “deserto” perfetto?

Che ne so? Se lo sapessi non lo cercherei … e probabilmente non ve lo direi!

Scherzi a parte.

Il deserto, secondo me, è uno stato mentale a cui tendere, il Nirvana, la trascendenza o chiamatela come volete.

È quel momento in cui fai i conti con il silenzio e quindi devi ascoltare tutto quello che ti urla dentro.

È quell’istante in cui finalmente respiri per la prima volta … in cui senti il vuoto che ti risucchia in un paesaggio dipinto dal tempo di 1000 delle tue vite.

Ed è là che hai la possibilità (se lo cerchi e se lo vuoi) di ascoltarti, di sentirti e di conoscerti un po’ di più nel profondo.

E se non ti piace quello che senti o lo affronti oppure te ne torni a bombardarti di social e di aperitivi.

aurora boreale luci

E voi, lo avete trovato il vostro deserto?

Ecco… il senso di questo post, oltre che scaricare lo sciacquone della mia testa, è questo:

Viaggiamo e riviaggiamo perché non si sa mai che qualcuno, magari un giorno, troverà il senso di questo piccolo grande mistero … noi.

Buonanotte.


dritteontheroad

Blog di viaggi, itinerari racconti ed emozioni. Perchè ogni esperienza, anche la più piccola è un viaggio!

5 Comments

  • Riccardo

    uuuu bellooooooooo!!!

    Reply
  • Anna

    Hai ragione, un post diverso dal solito…Bellissimo. È il racconto del Viaggio più bello, dentro di te. Sono convinta che nn sono in tanti a fermarsi e riflettere.oggi tutto viaggia così veloce che è meglio correre, ma in realtà invece e proprio fermandosi, rallentando che ti rendi conto che Ciò che cerchi non è un Derserto, bensì la vita secondo i tuoi Tempi! Buon volo Silvia

    Reply
  • Giulia

    Che bello questo articolo, mi è piaciuto molto!

    Reply
    • dritteontheroad
      dritteontheroad

      Ciao Giulia! sono molto felice che ti sia piaciuto! Non è scontato quando pubblichi articoli un pò fuori dallo standard. Grazie di essere passata di qui!

      Reply

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